bioGRAFIA | federico zampaglione

Federico_Zampaglione_bio
La voglia di fare è da sempre amica di Federico Zampaglione.
Pochi artisti come lui hanno saputo imprimere una direzione alla propria strada facendola scorrere attraverso le proprie passioni con la stessa energia di un treno in marcia. E’ stato così già a partire dalla fine degli anni ’80, quando i Tiromancino si sono formati, a Roma. Ha continuato ad essere così negli anni ’90, anni in cui la band affilava il proprio suono attraverso proposte musicali di volta in volta sperimentali o più rassicuranti, ma sempre accomunate dalla voglia di farsi notare e dall’esigenza di farsi comprendere. Federico Zampaglione, di quella spinta incessante, era per l’appunto il motore, inarrestabile: collaborazioni, tournée, apparizioni televisive, scrittura di canzoni, tutto faceva capo a lui e alla sua voglia di portare i Tiromancino oltre il ristretto ambito in cui la scena alternativa italiana sembrava averli collocati. Nel 2000, con l’album “La descrizione di un attimo” arrivano la svolta, e il successo. Che da quel momento in poi non abbandonerà più la navicella dei Tiromancino, nonostante i continui cambi di organico e alcuni momenti di crisi interna, anzi. E’ proprio da quel momento in poi che la ditta si avvia a diventare, progressivamente, sempre più una creatura del solo Federico, che ne impugna saldamente il timone. Gli album successivi, “In continuo movimento” e “Illusioni parallele”, non fanno che confermare e ampliare la svolta sonora di un album come “La descrizione di un attimo”, arricchendolo di elementi inconfondibili per il sound del gruppo, che viaggia ormai in perfetto equilibro tra raffinatezze pop e spigolosità rock,metabolizzando al proprio interno elettronica, hip hop, dance e il background musicale degli ultimi vent’anni. Al centro di tutto questo universo, però, c’è un sole: il songcrafting di Federico, ossia la sua innata capacità di scrivere grandi canzoni. Le sue metriche, i suoi giri armonici, la felicità nella scelta delle melodie, perfino il suo inconfondibile modo di cantare, sono il marchio di fabbrica dei Tiromancino, che nel 2005 si concedono il lusso di pubblicare un’antologia che ne sintetizza il cammino di dieci anni. Ma Federico è un artista d’azione, dicevamo. E se già nel percorso dei Tiromancino aveva dimostrato un’attitudine al visual molto spiccata, finendo per contribuire personalmente alla realizzazione dei videoclip della band, ora è arrivato il momento di osare. “Nero bifamiliare” è la sua prima idea per il cinema, idea che diventa film, film che riscuote un successo sufficiente a far voltare la testa a quanti, fino a quel momento, lo avevano considerato “soltanto” un musicista brillante, come del resto conferma la pubblicazione di un nuovo album dei Tiromancino, “L’alba di domani”, che di quel film contiene la colonna sonora. Così, la spinta verso il nuovo, verso ciò che è davanti, non si ferma. Anzi. 2010. Un altro anno cruciale per Federico. Nelle sale cinematografiche esce il suo nuovo film, “Shadow”, un horror in piena regola, acquistato in oltre 30 paesi esteri e trasmesso in televisione negli Stati Uniti. Nei negozi di dischi, invece, si prepara ad arrivare un nuovo album di inediti, ennesima svolta artistica di un percorso unico e inimitabile, al cui centro ci sono, ancora una volta, soltanto delle grandi canzoni.

 

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